La carta anche per le mascherine, in tempo di quarantena

 

La carta nasce in Cina, tra la fine del primo e l'inizio del secondo secolo dalla macinatura e dalla sospensione di fibre vegetali che venivano depositate  su una forma rettangolare  a maglie finissime e pressate per eliminare l'acqua.   Ciascun foglio veniva opportunamente collato su di una superficie per impedire che l'inchiostro si espandesse. Nel sec. VII la tecnica di produzione della carta fu appresa dai Giapponesi e nel sec. VIII gli Arabi  con stracci triturati e pestati che la  introdussero in Medio Oriente e Nord Africa, in Spagna  e Italia.     La produzione a macchina e i crescenti consumi di carta richiesero un quantitativo di materie prime sempre più elevato, dagli stracci al legno.

Tra il 1854 e il 1884 vennero messi a punto processi chimici  rivolti all'ottenimento della materia prima base delle fibre, cioè la cellulosai (da Mellier, da Houghton, da Tilghman e da Dahl)  Con l'aggiunta di prodotti di carica (dal 2 al 35%) si ebbe così a disposizione una pasta chimica in quantitativi più che sufficienti alle necessità. La pasta di legno, quella chimica, insieme con la pasta ricavata da stracci e cartaccia, sono ancora alla base della fabbricazione moderna della carta.

In ambito medico e sanitario è largamente diffuso un materiale  noto come  TNT (tessuto non tessuto)   con cui sono realizzate anche le mascherine,  quindi mi sono domandato quale tipo di materiale avessimo a portata di mano per realizzarle.

Tra i vari materiali e tutorial in giro per la rete non ho trovato nulla che non fosse poroso far passare il vapore della nostra respirazione come la carta assorbente, nè esageratamente plastico da ostacolare la corretta  respirazione.    Ho analizzato  anche le varie mascherine più evolute è sapete che vi dico ???  Che Chiara  la più giovane delle mie scienziate,  mi ha portato  la sua mascherina  di "carta vergatina" .

L'analisi è effettuata con una lente abbastanza potente da mostrare la porosità, se non avete un microscopio ottico potreste avere una lente da orologiaio per confermare la mia tesi o semplicemente dopo averla realizzata fare un paragone con un'altra tentando di spegnere una fiammella di un'accendino. Cento non è omologata, ma le nuove disposizioni del decreto covid-19ter autorizzano la produzione in deroga alle certificazioni.

Guardate il video e provate voi stessi, per la produzione artigianale preferisco dare il nostro contributo alla Sportforma che ricicla la CARTA VERGATINA dal suo ufficio attraverso i nostri bimbi che a qualche speculatore.

Buona visione

 

Non definito